La nostra terra merita di più

L’associazione Fornaci Rosse è promotrice insieme a molte altre realtà di tutta la regione Veneto dell’appello “La nostra terra merita di più”. Potete firmarlo sul sito www.venetiliberi.it.

Nel 2020 si terranno le elezioni regionali. Tutti sembrano rassegnati ad una riconferma del groviglio di mala politica e poteri forti che governa il Veneto da quasi trent’anni. Dal basso, dai veneti liberi da ogni interesse di bottega e di poltrona, si alza un grido inascoltato: la nostra terra merita più di così.

Il malgoverno ha reso il Veneto – l’ex locomotiva d’Italia – una terra più povera, inquinata e diseguale. La nostra regione è tornata a essere un luogo di emigrazione per le giovani generazioni, spopolandosi e invecchiando. La pressione fiscale ha continuato ad aumentare, mentre i servizi ai cittadini continuavano a peggiorare. Il benessere ha smesso di essere un orizzonte alla portata di lavoratori, artigiani e piccoli imprenditori. Oggi la ricchezza è concentrata nelle mani di una cerchia sempre più ristretta di persone: gli stessi che delocalizzano le fabbriche e fanno scomparire i capitali nei paradisi fiscali invece di reinvestirli sul territorio. Gli stessi che con la loro ingordigia hanno portato al disastroso fallimento delle banche popolari.

I politici della Lega ex-Nord, mascherandosi da amici del popolo, perdono tempo con un nazionalismo veneto ideologico e inconcludente, non affrontando i veri problemi delle nostre comunità. In venticinque anni di potere assoluto hanno reso Venezia una nuova Roma: distante dagli interessi dei cittadini e delle comunità, vicina agli interessi delle lobby e dei poteri forti. Il “modello veneto”e il ceto medio sono ormai diventati un ricordo lontano.

La nostra è una delle terre più martoriate e inquinate d’Europa. Le inutili e costosissime “grandi opere”(Mose, Valdastico, Pedemontana) insieme alla costruzione indiscriminata di centri commerciali e capannoni, hanno massacrato il nostro territorio. Si è così promosso un modello di mobilità che ci tiene ogni giorno in macchina per ore, facendoci poi respirare una delle arie più inquinate del mondo. Il cambiamento climatico richiede azioni determinate, ma i nostri governanti non sembrano essersene accorti.

L’istinto predatorio della Lega ex-Nord ha colpito anche la sanità veneta, un tempo una delle migliori del paese e oggi sempre più in declino. Le corsie ospedaliere sono viste più come un poltronificio che come un servizio pubblico. In una delle terre più ricche del mondo, sempre più malati non possono permettersi le cure necessarie, mentre gli anziani e i disabili vengono abbandonati a se stessi.

La gente comune vive sulla propria pelle le conseguenze di questo sistema malato, ma nessuno sembra essere in grado di dire con forza che la Lega ex-Nord sta rovinando il nostro futuro. Il sistema mediatico viene utilizzato dalla propaganda di Zaia come un megafono martellante, mentre le principali opposizioni politiche (M5S e Pd) sembrano essersi convinte che il Veneto sia una causa persa.

Non è così. Zaia e i poteri forti che lo sostengono hanno già scavat­­o un profondo solco fra loro e la gente comune. Sempre più veneti domandano una terra in cui sia possibile respirare, lavorare dignitosamente e con la sicurezza di una sanità gestita negli interessi del popolo.

Ai veneti liberi, agli uomini e le donne di buona volontà di ogni parte politica: solo noi possiamo riprenderci la dignità che ci è stata tolta. Insieme, possiamo rendere le prossime regionali un momento di liberazione. Ai politici di opposizione chiediamo di abbandonare le trite formule del passato: non sarà un finto civismo o una sbiadita proposta di cambiamento a liberare il Veneto. Solo ripartendo dalla radicalità dei problemi della nostra terra Zaia può essere battuto.

Insieme, tutto è possibile.