Statuto dell’Associazione Fornaci Rosse

­­1. Fornaci Rosse è un’associazione di lavoratori e studenti volta all’elaborazione e alla diffusione degli ideali e dei valori della democrazia e del socialismo.
2. L’Associazione ha durata illimitata, ha caratteristiche di associazione di fatto, ha sede a Vicenza. L’Associazione non ha fini di lucro ed ha un’utilità sociale, regolata a norma del Titolo I Cap. III, art. 36 e segg. del codice civile, nonché del presente Statuto.
3. L’Associazione si propone di intervenire nel dibattito culturale e politico, nonché all’interno della vita sociale tramite iniziative pubbliche e private. Inoltre, sono ambiti di intervento dell’Associazione la comunicazione, l’informazione, le attività di promozione ed espressione culturale, di spettacolo, d’animazione, d’informazione e di crescita civile, organizzate in proprio ovvero in collaborazione con altre realtà associative presenti sul territorio.

I. GLI ISCRITTI
4. Possono iscriversi all’Associazione tutti i cittadini che abbiano raggiunto il sedicesimo anno di età e si riconoscano nelle finalità dell’Associazione. L’ammissione all’Associazione è subordinata al giudizio del Comitato Esecutivo, che valuta entro un mese sull’ammissibilità della richiesta.
5. Le modalità di iscrizione vengono definite annualmente da un “Regolamento del Tesseramento” approvato dall’Attivo dell’Associazione su proposta del Comitato Esecutivo entro e non oltre il mese di ottobre. Gli iscritti non in regola con il pagamento della quota annuale di iscrizione perdono, fino al pagamento della stessa, i diritti elencati all’articolo 7 del presente Statuto.
6. Ogni iscritto ha il dovere di: partecipare attivamente alla vita sociale dell’Associazione; comportarsi lealmente con gli altri iscritti; rispettare le decisioni riguardanti la vita dell’Associazione prese democraticamente dagli organi della stessa; contribuire, secondo possibilità, al finanziamento della stessa; diffondere le attività promosse dall’Associazione, al fine di rafforzarne la presenza nella società.
7. Ogni iscritto ha il diritto di: partecipare, con diritto di voto, agli Attivi dell’Associazione; eleggere e proporsi come membro del Comitato esecutivo; eleggere prendere visione del bilancio sociale.

II. L’ATTIVO
8. L’Attivo è l’assemblea plenaria degli iscritti e l’organo sovrano dell’Associazione. Hanno diritto di partecipare all’Attivo tutti gli iscritti all’Associazione. È convocato dal Comitato Esecutivo con almeno una settimana di preavviso ed è presieduto dal Presidente. Nel caso il Presidente sia impossibilitato ad assumerne la presidenza, deve delegare un membro del Comitato Esecutivo a sostituirlo alla stessa. L’Attivo è convocato almeno una volta ogni sei mesi.
9. L’Attivo discute le linee generali di azione dell’Associazione, vaglia ed approva il bilancio sociale, elegge in sessione congressuale il Comitato esecutivo. Hanno diritto di voto gli iscritti accreditatisi entro mezz’ora dalla convocazione dello stesso. L’Attivo non ha numero legale e prende le sue decisioni a maggioranza assoluta degli accreditati.
10. Con cadenza biennale viene convocato l’Attivo in seduta congressuale che elegge il Comitato Esecutivo secondo il Regolamento congressuale. Tale regolamento viene approvato dal Comitato Esecutivo uscente almeno due mesi prima della seduta congressuale. Tale documento costituisce convocazione dell’Attivo in seduta congressuale e regola ogni aspetto dello svolgimento di quest’ultimo. L’Attivo in seduta congressuale può modificare lo Statuto con il voto favorevole di almeno i 2/3 degli accreditati ovvero della maggioranza assoluta degli aventi diritto.
11. Il Comitato Esecutivo può convocare l’Attivo in seduta congressuale straordinaria con almeno due settimane di preavviso. L’Attivo in seduta congressuale straordinaria può approvare documenti che non contraddicano le deliberazioni congressuali precedenti e può modificare lo Statuto con il voto favorevole di almeno i 2/3 degli accreditati ovvero della maggioranza assoluta degli aventi diritto.
12. È convocato l’Attivo, su proposta sottoscritta da almeno il 30% degli iscritti all’Associazione, per discutere e deliberare – con voto segreto e a maggioranza qualificata dei 2/3 degli accreditati ovvero a maggioranza assoluta degli aventi diritto – riguardo l’espulsione e la riammissione degli associati che abbiano violato i principi fondamentali contenuti nel presente Statuto. La proposta deve essere motivata e pubblicata tempestivamente e allegata alla convocazione dell’Attivo.

III. IL COMITATO ESECUTIVO
13. Il Comitato Esecutivo è l’organo esecutivo dell’Associazione. È suo compito la convocazione e la preparazione degli Attivi, l’organizzazione di eventi pubblici, la trasposizione in pratica delle direttive approvate dall’Attivo, l’elezione del Tesoriere e del Presidente.
14. Il Comitato Esecutivo è convocato dal Presidente con almeno cinque giorni di preavviso. Ogni membro ha il diritto di proporre argomenti aggiuntivi all’ordine del giorno.
15. Il Comitato Esecutivo viene eletto dall’Attivo in seduta congressuale, secondo il Regolamento Congressuale. Può essere eletto membro del Comitato Esecutivo qualsiasi iscritto, indipendentemente dall’anzianità associativa. È obbligo dei membri del Comitato Esecutivo giustificare con preavviso le proprie assenze; dopo due assenze ingiustificate il membro del Comitato Esecutivo decade automaticamente. Nel caso di tre assenze consecutive, anche giustificate, il Comitato Esecutivo può deliberare sulla decadenza dello stesso. L’Attivo può decidere se sostituire il membro decaduto con un nuovo membro.
16. L’Attivo può deliberare sulla sfiducia ad un membro del Comitato Esecutivo, su proposta sottoscritta da almeno il 30% degli iscritti e a maggioranza qualificata dei 2/3 ovvero a maggioranza assoluta degli aventi diritto. Nel caso di dimissioni o cessato incarico di un membro del Comitato Esecutivo, l’Attivo può eleggere un nuovo membro a maggioranza semplice degli accreditati su proposta del Comitato Esecutivo stesso.
17. Il Comitato Esecutivo prende le sue decisioni a maggioranza assoluta dei presenti; il Comitato Esecutivo è regolarmente costituito nel caso siano presenti alla convocazione almeno metà degli aventi diritto.

IV. IL TESORIERE
18. Il Tesoriere è eletto fra i membri del Comitato Esecutivo. È compito del Tesoriere la redazione del Bilancio consuntivo e la regolare gestione economica dell’Associazione.
19. In caso di dimissioni o cessato incarico del Tesoriere nel corso dell’anno sociale, il Comitato Esecutivo può nominare un Tesoriere supplente anche al di fuori del Comitato Esecutivo; il Tesoriere Supplente è membro di diritto del Comitato Esecutivo.

V. IL PRESIDENTE
20. Il Presidente ha il compito di rappresentare legalmente l’Associazione nei confronti di terzi ed in giudizio, di garantire il rispetto delle norme statutarie, di presiedere l’Attivo, di firmare la corrispondenza e gli atti sociali. È inoltre incaricato di garantire l’unità dell’Associazione.
21. Il Presidente è eletto – con voto segreto – all’interno dei membri del Comitato Esecutivo, durante la prima riunione dopo l’Attivo in seduta congressuale. Nel caso di dimissioni o cessato incarico, il Comitato Esecutivo si convoca straordinariamente e procede a sostituire il Presidente con un altro suo membro.

VI. IL PATRIMONIO
22. Il patrimonio sociale è indivisibile ed è costituito da: erogazioni, lasciti diversi e donazioni; patrimonio mobiliare ed immobiliare di proprietà dell’Associazione; contributi dei soci; quote associative; quote derivanti da iniziative specifiche e servizi di autofinanziamento; raccolte pubbliche di fondi in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o manifestazioni; contributi pubblici e privati, anche internazionali.
23. È vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, a meno che la distribuzione non sia imposta per legge.

VII. SCIOGLIMENTO
24. Lo scioglimento dell’Associazione può essere deliberata in Attivo, convocato a tal fine, dalla maggioranza qualificata dei 2/3 degli accreditati; in tal caso si deve deliberare sulla destinazione del patrimonio, dedotte le passività. Il patrimonio residuo dell’ente deve essere devoluto ad associazioni con finalità analoghe o per fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

VIII. CONTROVERSIE
25. Tutte le controversie fra soci e fra questi e l’Associazione verranno decise con arbitrato rituale da un collegio composto da tre arbitri, di cui uno nominato da ciascuna delle parti ed il terzo di comune accordo fra le stesse, oppure in caso di disaccordo, dal Presidente. La decisione sarà inappellabile ed insindacabile.